Monthly Archives: luglio 2015

Isoflavoni di soia e benessere della prostata

Da anni gli isoflavoni di soia vengono utilizzati nella donna per contrastare i disturbi della menopausa. Recentemente si è scoperto che possono essere utili anche nell’uomo per il benessere della prostata.

Questa azione benefica si spiega grazie alla daidzeina, un fitoestrogeno contenuto negli isoflavoni di soia. La daidzeina viene trasformata nel nostro intestino in equol. Tale sostanza possiede un’elevata affinità nei confronti del 5α-diidrotestosterone e lo sequestra impedendone il legame con i recettori androgeni della prostata.

In questo modo si previene la crescita del tessuto prostatico, impedendo così l’instaurarsi di possibili processi infiammatori. Rispetto agli inibitori della 5α-reduttasi (finasteride tra i farmaci e serenoa repens tra i fitoterapici) vengono evitati i possibili effetti collaterali sulla sessualità, poiché non viene bloccata la produzione di 5α-diidrotestosterone.

Ultimamente inoltre si sta valutando l’attività della genisteina, altro fitoestrogeno contenuto negli isoflavoni di soia, nell’inibire la crescita delle cellule del carcinoma prostatico.

Tea Tree Oil, il pronto soccorso naturale

L’olio essenziale di Tea Tree si ricava per distillazione in corrente di vapore dalle foglie essiccate di Melaleuca alternifolia, pianta nativa dell’Australia. Gli aborigeni australiani conoscevano perfettamente le proprietà curative della Melaleuca, di cui sfruttavano le foglie per trattare ferite, morsi di animali, punture di insetti ed in generale tutte le affezioni cutanee.

Ad oggi è stata pubblicata una vasta produzione scientifica a sostegno delle proprietà germicide e antimicotiche del Tea Tree Oil.

Azione antisettica: alle marcate proprietà antisettiche, ad ampio spettro d’azione, questo olio essenziale unisce una buona tollerabilità cutanea. Viene considerato il disinfettante ideale per la pelle. Si può utilizzare come antimicotico, efficace per il trattamento delle micosi della cute, delle unghie (onicomicosi) e della candidosi vaginale. Per trattare l’onicomicosi il Tea Tree Oil viene utilizzato puro, applicando 1-2 gocce con un bastoncino d’ovatta, due volte al giorno. Per le affezioni cutanee, sono disponibili emugel e pomate, oppure si possono diluire poche gocce in un olio come quello di mandorle. Il Tea Tree Oil controlla anche la proliferazione del Pityrosprum ovale, lievito responsabile della forfora. L’utilizzo di shampoo al Tea Tree riduce prurito e seborrea. E’ un ottimo rimedio in caso di pediculosi, in questo caso si mescolano 3-4 gocce dell’olio essenziale con un cucchiaio di olio d’oliva, si lascia in applicazione sui capelli per un ora e si procede poi a lavare con uno shampoo.

Azione balsamica: il potente aroma del Tea Tree esplica un’azione balsamica che permette di aprire le vie respiratorie. In caso di bronchite, raffreddore o sinusite si mettono nel fazzoletto 2 gocce dell’olio essenziale, oppure alcune gocce in acqua calda per fare i fumenti. Contro il catarro bronchiale si cosparge un panno caldo umido con 5 gocce di olio e lo si applica sul petto.

Azione antinfiammatoria: l’olio di Melaleuca Alternifolia contrasta l’infiammazione sia grazie all’azione antiossidante che all’inibizione della sintesi di intermediari pro infiammatori. Ha dimostrato un’azione anche in caso di eritema da contatto dovuto al nichel. E’ un ottimo lenitivo, con una blanda attività anestetica locale, utile in caso di bruciture, tagli, punture d’insetto.

Acido butirrico e malattia infiammatoria intestinale

L’acido butirrico è un acido grasso a catena corta che, come altri acidi simili (acetico e propionico), si forma nel colon ad opera della fermentazione batterica di vari oligosaccaridi appartenenti al gruppo dei prebiotici.

Una dieta ricca di fibre permette al nostro organismo di produrre acido butirrico in quantità sufficiente. Da anni si sta studiando l’importanza del suo utilizzo nelle patologie infiammatorie croniche dell’intestino e se ne sta analizzando la possibile attività anticancerogena.

Alcuni studi suggeriscono come l’acido butirrico possa indurre arresti nella crescita e nella differenziazione cellulare e possa aumentare l’apoptosi. Tutte queste tre attività ne spiegano l’utilizzo a protezione dell’intestino. Essendo anche una fonte di energia per le cellule del colon, l’acido butirrico gioca un ruolo chiave nel mantenimento dell’integrità della mucosa e nei processi di riparazione delle lesioni intestinali. Stimola inoltre il riassorbimento di acqua e sodio a livello del colon e, in quanto acido, contribuisce ad abbassare il pH intestinale, creando un ambiente sfavorevole allo sviluppo dei batteri patogeni.

Nei pazienti con squilibri a carico del colon (diverticolite ,colon irritabile, morbo di Crohn…) l’integrazione della dieta con acido butirrico determina un marcato miglioramento dei sintomi quali diarrea, dolore addominale, meteorismo e malessere generale. Questo è il motivo per cui sempre più si stanno sviluppando integratori a base di acido butirrico affiancato sia da prebiotici che da probiotici, come Feedcolon®